Ciao collega! 💜
Lo scavo archeologico in classe terza è una delle attività di storia che i bambini ricordano di più. In questo articolo ti racconto come l’ho trasformato in un compito autentico con la mia classe: come ho preparato le casse di scavo e i reperti, come ho organizzato le missioni e come ho valutato il lavoro.
Perché uno scavo archeologico come compito autentico
In terza passiamo mesi a parlare di fonti, di storici e di archeologi. Secondo me, a un certo punto, ha senso far provare ai bambini quel lavoro con le mani: scavare un vero strato alla volta, trovare qualcosa e chiedersi che cos’è e quanto è antico.
Ho impostato il compito come una specie di gioco di ruolo a piccoli gruppi cooperativi. I bambini ricevono una lettera, “Aspiranti archeologi cercasi!”: in un campo vicino a Pietraroja, in provincia di Benevento, sono state trovate delle rocce dalla forma particolare, e la loro squadra di investigatori della storia viene chiamata a indagare. Ho scelto Pietraroja perché è un luogo reale, famoso proprio per i suoi fossili.
Come ho preparato le casse di scavo
È la fase più importante, e anche quella che richiede più tempo. Ho usato delle scatole di plastica trasparenti dell’IKEA, così i bambini potevano vedere gli strati anche dai lati. Dentro ho ricreato quattro strati, alternando terriccio e lettiera per gatti.
Ho organizzato il lavoro per quattro gruppi da cinque bambini, quindi ho preparato due casse e le ho divise a metà con un cartone. Mi è sembrato un buon compromesso tra spesa e gestione della classe.
I reperti e i fossili
Nelle casse ho nascosto:
- una foto della Seconda guerra mondiale;
- una tavoletta con la scrittura cuneiforme, fatta a mano con l’argilla;
- fossili di dinosauri, pesci e ammoniti;
- fossili di trilobiti.
Per i fossili abbiamo usato il kit “Il laboratorio dei fossili” di Clementoni, insieme ad alcuni fossili comprati da Flying Tiger. Il kit secondo me è molto utile, perché con il gesso si preparano tanti fossili spendendo poco, e finito il gesso se ne può comprare dell’altro. L’unico limite è che i fossili di gesso si rompono più facilmente e vanno colorati per sembrare realistici.
Le cinque missioni dello scavo archeologico
Il compito è diviso in cinque missioni, ognuna con la sua scheda:
- Gli scienziati. La squadra sceglie quali studiosi portare sullo scavo e spiega perché. Tra le carte ci sono anche il meteorologo, l’astrofisico e il chimico: i bambini devono capire chi serve davvero.
- Gli strumenti. Si prepara la cassetta degli attrezzi: i bambini cerchiano gli strumenti utili, ne scrivono la funzione e possono aggiungerne altri. Anche qui ci sono strumenti “intrusi”, come il termometro o il goniometro.
- Lo scavo. Prima si osserva la cassa e si disegnano gli strati e il reticolo, poi si scava uno strato alla volta, registrando ogni ritrovamento con strato e coordinate.
- L’analisi dei ritrovamenti. Per ogni reperto i bambini indicano materiale, stato e forma, e capiscono che tipo di fonte è.
- La linea del tempo. I reperti si mettono in ordine dal più antico al più recente, spiegando che cosa ha aiutato a ordinarli.
Quando un gruppo è in difficoltà può chiedere le carte-aiuto: con le immagini degli scienziati, degli strumenti e delle tipologie di fonte. Secondo me è importante che ci siano, perché permettono a tutti di arrivare in fondo senza che sia l’insegnante a dare la risposta.
La presentazione interattiva che guida l’attività
Per guidare il percorso ho preparato una presentazione interattiva in due parti. La sezione per il docente contiene la scheda del compito, la rubrica e le indicazioni per preparare reperti e casse. La sezione per gli alunni ha la mappa delle missioni e le missioni una per una, e si proietta in classe mentre si lavora.
Come valutare il compito autentico
Alla fine c’è la parte di valutazione:
- la rubrica di valutazione del compito, con traguardi, obiettivi e competenze;
- la tabella di autovalutazione, con la colonna per l’insegnante accanto;
- la scheda “Rifletti”, con le domande su cosa ha funzionato e cosa no, sul lavoro del gruppo e su cosa migliorare.
In tutto servono circa otto ore, e io le ho distribuite al termine dell’unità sulle fonti.
Cosa trovi nel pacchetto
Ho raccolto tutto in un pacchetto: la presentazione interattiva, le schede delle missioni, le carte gioco, la rubrica, la cassetta degli attrezzi, le foto da nascondere nelle casse e il poster delle fonti storiche.
Se stai lavorando sul periodo della preistoria, ti possono interessare anche il libricino dei dinosauri e le carte d’identità e i libri consigliati per la storia in classe terza.
Lo scavo archeologico, dove la storia si tocca con mano
Quello che mi è rimasto di più di questo compito è il momento in cui i bambini hanno trovato il primo reperto: da lì in poi le fonti non erano più una parola sul libro. Ragionare su un oggetto trovato con le proprie mani cambia il modo in cui si guarda alla storia.
E tu hai mai fatto uno scavo archeologico in classe?
Hai usato casse, sabbia o il giardino della scuola? Raccontamelo nei commenti, mi interessa sapere come ti sei organizzata.
Un abbraccio,
Maestra Giulia





























Preciso, dettagliato e soprattutto accattivante! Complimenti
Bellissimo lavoro e complimenti, io purtroppo insegno italiano in seconda.
Bellissimooo! purtroppo io non ho un profilo Instagram