Quest’anno scolastico abbiamo deciso di puntare molto sul rafforzamento delle relazioni tra pari e dell’autostima dei bambini. È una necessità che avevamo notato durante lo scorso anno, e fin dai primi giorni stiamo portando avanti letture, riflessioni e attività su questo tema.
L’attività che ti racconto oggi è solo un tassello di quel percorso. Però è anche, a tutti gli effetti, un’attività di grammatica: si lavora sul passaggio dagli aggettivi ai nomi astratti, con i suffissi e il dizionario. I bambini descrivono un compagno usando gli aggettivi, poi trasformano quegli aggettivi in nomi.
In questo articolo trovi la consegna che do, la box dei suffissi da cui i bambini attingono, come organizzo il lavoro a coppie e il gioco con cui chiudiamo. Alla fine ti dico anche le tre cose a cui, secondo me, conviene fare attenzione prima di partire.
Perché la grammatica e le relazioni possono stare nella stessa ora
Di solito il ripasso di nomi e aggettivi lo facciamo su frasi che non riguardano nessuno: il cane è fedele, il prato è verde. Funziona, ma resta un esercizio.
Qui invece l’oggetto della descrizione è un compagno vero, seduto lì accanto. Il meccanismo grammaticale è identico, ma i bambini stanno parlando di qualcuno che poi leggerà quello che hanno scritto. E questo cambia parecchio la cura che ci mettono.
Non è una scorciatoia per fare due cose in mezz’ora, sia chiaro. Se il tuo obiettivo primario è la grammatica, questa attività ti costa più tempo di una scheda. Il guadagno sta altrove: nel fatto che a fine anno i bambini si ricordano ancora che gentile diventa gentilezza, perché quella parola l’avevano scritta per qualcuno.
Gli obiettivi che mi pongo
Con quest’attività lavoriamo su cinque cose insieme:
- ripassare nomi e aggettivi;
- ripassare i suffissi;
- ripassare come si usa il dizionario;
- comunicare con i compagni rispettando i turni di parola;
- riconoscere negli altri e in se stessi, anche grazie allo sguardo esterno del compagno, qualità legate sia all’aspetto fisico che al carattere.
L’ultimo è quello che conta di più, ed è anche l’unico che non si può valutare con una crocetta.
La consegna: prima l’aggettivo, poi il nome
Il foglio è diviso in due colonne. A sinistra si risponde alla domanda come sei? con gli aggettivi, a destra alla domanda quali qualità possiedi? con i nomi corrispondenti. L’esempio che do sempre è sono creativa → creatività.
Le categorie da coprire sono tre: aspetto fisico, carattere e comportamento, provenienza.
Sulla provenienza c’è una piccola regola che conviene spiegare subito: Italia non è una qualità, è un nome proprio. Quei nomi lì li scriviamo tra parentesi, così i bambini capiscono che stanno in un’altra categoria e non li mescolano con gli altri.
L’ordine conta. Chiedi prima l’aggettivo, che è più immediato, e solo dopo la trasformazione in nome. I nomi astratti sono difficili: se parti da quelli, si bloccano.
Dai un po’ di esempi alla lavagna, prima
Questo è il passaggio che secondo me fa la differenza tra un’attività che funziona e una in cui metà classe resta ferma a guardare il foglio.
Prima di farli lavorare in autonomia, prendi qualche compagno diverso e costruisci insieme a loro tre o quattro esempi, scrivendoli alla lavagna. Servono a due cose. La prima è che anche i bambini con più difficoltà hanno qualcosa da cui partire: se davanti agli occhi hanno già delle parole, riescono comunque a scrivere.
La seconda è che gli esempi ci permettono di ragionare sui suffissi mentre li costruiamo, invece di presentarli come una regola staccata.
La box dei suffissi
Da qui i bambini attingono per provare a formare i nomi. Sono i tre gruppi che tornano più spesso quando si descrive una persona:
- -ITÀ → creatività, loquacità, permalosità, curiosità;
- -ZIONE → organizzazione, attenzione, determinazione;
- -EZZA → gentilezza, dolcezza.
Il modo in cui la uso è questo: i bambini provano ad attaccare un suffisso all’aggettivo e sentono se la parola “suona bene”. È un ragionamento a orecchio, ed è esattamente quello che voglio che facciano, perché li obbliga a maneggiare la parola invece di copiarla.
Naturalmente ne salteranno fuori altri: allegro diventa allegria, paziente diventa pazienza, coraggioso diventa semplicemente coraggio, senza nessun suffisso. Quando succede lo aggiungiamo alla lavagna. La box non è un elenco chiuso, è un punto di partenza.
Il dizionario serve a confermare, non a cercare
Qui c’è una differenza che vale la pena esplicitare ai bambini, perché di solito il dizionario lo usano solo per cercare parole che non conoscono.
In questa attività lo usano al contrario: prima ipotizzano la parola, poi vanno a verificare se esiste davvero. È un uso del dizionario molto più vicino a quello che ne facciamo da adulti, e secondo me è anche il motivo per cui in questa attività lo aprono volentieri.
Se in classe hai pochi dizionari, si può lavorare a coppie anche su quello: uno tiene il foglio, l’altro cerca, poi si scambiano.
Il lavoro a coppie: vedersi con gli occhi di un compagno
L’aspetto speciale dell’attività sta qui. I bambini lavorano a coppie e si descrivono a vicenda, non se stessi.
È una cosa piccola nella pratica, ma cambia completamente il senso di quello che stanno facendo. Descrivere se stessi porta a scrivere quello che si vorrebbe essere, o quello che si pensa sia giusto dire. Essere descritti da un compagno, invece, restituisce qualcosa che da soli non si vede.
Ci sono bambini che scoprono di essere considerati generosi, o divertenti, o precisi, e non se lo aspettavano. Per alcuni di loro è la prima volta che qualcuno mette per iscritto una qualità con il loro nome accanto.
Le coppie, però, le formerei io. Lasciarle libere significa quasi sempre che qualcuno resta fuori, ed è il contrario di quello che stiamo cercando di ottenere.
Il gioco finale: indovina di chi si sta parlando
L’attività si chiude con un momento di condivisione collettiva. Si può anche proporre un gioco: i bambini si scambiano i fogli, ogni descrizione viene letta ad alta voce e la classe deve indovinare di chi si sta parlando.
Questa cosa va detta prima di iniziare, non alla fine. Se sanno che le loro descrizioni verranno indovinate, si impegnano a renderle molto più dettagliate e precise: cercano l’aggettivo che distingue davvero quel compagno dagli altri, invece di scrivere simpatico e chiuderla lì.
È anche il momento in cui torna utile il lavoro sui turni di parola, perché la tentazione di gridare il nome prima degli altri è forte.
Tre attenzioni prima di partire
L’aspetto fisico. È la categoria che può fare male, e conviene arrivarci preparate. Io alla lavagna ci metto solo esempi che descrivono senza giudicare, in modo che quelli diventino il modello. Se in classe hai situazioni delicate, valuta di togliere del tutto questa categoria: l’attività funziona benissimo anche solo con carattere e comportamento.
I bambini che fanno più fatica. Gli esempi alla lavagna servono soprattutto a loro, e vanno lasciati lì per tutto il tempo. Non è copiare: è avere un modello, che a scuola è un’altra cosa.
Il tempo. Tra spiegazione, esempi, lavoro a coppie, dizionario e gioco finale non ci stai in un’ora sola. Io la spezzerei su due momenti, tenendo la condivisione e il gioco per il secondo.
La grammatica su cui vale la pena spendere due ore
Alla fine, quello che resta di questa attività non è la tabella dei suffissi. Quella si ripassa in dieci minuti con una scheda, e il risultato sul quaderno è pure più ordinato.
Quello che resta è che i bambini hanno usato le parole della grammatica per dire qualcosa di vero a qualcuno. E secondo me è l’unico modo in cui certe parole — gentilezza, determinazione, dolcezza — smettono di essere voci di un elenco.
E tu, come lavori sui nomi astratti?
Mi piacerebbe sapere se in classe tua fai qualcosa di simile, e soprattutto se hai trovato un modo per gestire la parte sull’aspetto fisico che funzioni bene. Scrivimelo nei commenti, su questo sto ancora cercando la formula giusta io.
Un abbraccio,
Maestra Giulia 💜



























Bellissima idea!!! Grazie lo farò sicuramente!!!!Un bacione gigante
Inviato da Yahoo Mail per iPhone
Grazie Cristina sono felicissima che ti sia piaciuta! Fanno sapere come va! 💖
Grazie mille per il tuoi consigli e supporto. I lavoro che proponiamo è sempre davvero molto utile e interessante. GRAZIE ancora .