Ciao collega! 💜
In queste settimane molte di noi sono alle prese con la scrittura del PEI. E dopo le storie in cui ne ho parlato, mi avete fatto in tante la stessa domanda: posso usare l’intelligenza artificiale per scrivere il PEI?
La risposta breve è no. Ma non è un no assoluto: c’è una cosa, una sola, in cui l’IA può davvero aiutarci.
In questo articolo ti spiego perché, con i riferimenti precisi alla normativa: le Linee guida del Ministero sull’intelligenza artificiale a scuola, la legge italiana sull’IA, l’AI Act europeo e il GDPR.
📥 In fondo all’articolo trovi la guida gratuita in PDF con tutti i riferimenti normativi, cosa puoi fare e cosa no e una checklist da usare prima di incollare un testo in ChatGPT.
🤔 Due binari: uno etico e uno legale
Quando ci chiediamo se possiamo usare l’IA per scrivere il PEI, dobbiamo guardare due aspetti diversi.
Il primo è etico e riguarda chi decide il percorso del bambino. Il secondo è legale e riguarda i dati che un PEI contiene. Li vediamo uno alla volta.
🧭 Il binario etico: il PEI non si delega a una macchina
Il PEI non è un documento da scrivere tanto per fare. Qui ne va davvero del percorso di vita di un bambino, durante tutto l’anno e anche negli anni a venire.
Osservare il bambino, capire su quali aspetti deve lavorare, riconoscere i suoi punti di forza, scegliere gli obiettivi a breve e a lungo termine: tutto questo lo dobbiamo definire noi, come team, insieme alla famiglia e agli specialisti. Non a caso, per legge il PEI è elaborato e approvato dal GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (D.Lgs. 66/2017, art. 7).
Le Linee guida del Ministero per l’introduzione dell’IA nelle scuole vanno nella stessa direzione: l’intervento umano deve mantenere “un ruolo centrale e insostituibile, in particolare in tutte le situazioni che impattano direttamente sugli studenti”.
📚 E se non mi sento competente?
Capita, soprattutto le prime volte. Ma la risposta non è delegare questo lavoro a una macchina: è formarci. Ci sono corsi di formazione, ci sono libri da studiare, c’è il modello nazionale di PEI.
È anche quello che chiede la norma: l’AI Act obbliga la scuola a garantire al personale un livello sufficiente di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, e le Linee guida considerano “imprescindibile che i docenti siano costantemente aggiornati”.
🔒 Il binario legale: i dati degli alunni non si caricano sull’IA
Quando scriviamo un PEI o un PDP inseriamo tanti dati personali: il nome e il cognome dell’alunno, la data di nascita, il codice fiscale, la diagnosi, la certificazione.
La diagnosi e la certificazione sono dati relativi alla salute di un minore. Per il GDPR rientrano nelle categorie particolari di dati (art. 9), quelle con le tutele più forti, e non possono essere caricati così, indiscriminatamente, su un’intelligenza artificiale.
C’è poi un altro aspetto: il titolare di quei dati è la scuola, non la singola insegnante. Se incolliamo un PEI su ChatGPT con il nostro account personale, quei dati finiscono a un fornitore che la scuola non ha mai autorizzato.
Le Linee guida del Ministero lo dicono chiaramente: i prompt vanno inseriti “senza trattamento di dati personali identificativi” degli studenti.
👉 Quindi: niente nomi, cognomi, date di nascita, codici fiscali, diagnosi, immagini o fotografie degli alunni nell’intelligenza artificiale.
💻 E con l’account della scuola?
Un discorso a parte riguarda gli strumenti che la scuola ha adottato ufficialmente, per esempio nel Workspace dell’istituto, dove c’è una diversa gestione dei dati. Anche in quel caso, però, i dati sulla salute restano l’eccezione: prima di caricarli, chiedi al dirigente o al DPO del tuo istituto.
✅ L’unica cosa che l’IA può fare per il tuo PEI
Allora è un no assoluto? Non proprio.
Una volta che il PEI l’hai progettato e scritto tu, l’IA può aiutarti a sistemarne la forma: la sintassi, la chiarezza, il linguaggio, le ripetizioni.
Ma solo ed esclusivamente dopo aver tolto tutti i dati sensibili, compreso il nome del bambino.
Attenzione, però: togliere il nome non sempre basta. Se dal testo si può risalire al bambino anche in modo indiretto, per esempio dal paese, da un episodio preciso o dalla situazione familiare, quello resta un dato personale. Per questo nella guida trovi una checklist da usare prima di incollare qualsiasi testo.
E il risultato va sempre riletto: la responsabilità di quello che c’è scritto resta nostra.
💜 In sintesi
🧭 Il PEI lo decidiamo noi, come team, insieme alla famiglia e agli specialisti.
🔒 I dati degli alunni non si caricano sull’intelligenza artificiale.
✅ L’IA può aiutarci solo con la forma, su un testo scritto da noi e ripulito dai dati.
📥 Scarica gratis la guida con i riferimenti normativi
Ho raccolto tutto in una guida gratuita in PDF di 7 pagine: i riferimenti normativi precisi, con gli articoli di legge e le pagine delle Linee guida, cosa puoi fare e cosa no e la checklist da usare prima di incollare un testo nell’IA.
Il download gratuito si trova qui sotto. 💜
Il materiale è gratuito: puoi stamparlo e condividerlo con le colleghe, ma non è consentito modificarlo, ridistribuirlo o caricarlo su altri siti e gruppi. Se vuoi condividerlo, ti chiedo di farlo linkando questa pagina. 💜
E tu, hai mai pensato di usare l’intelligenza artificiale per scrivere il PEI?
Raccontamelo nei commenti!
Un abbraccio,
Maestra Giulia 💜


























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