Cartellone delle emozioni: 5 idee per la scuola primaria

Cinque idee per realizzare un cartellone delle emozioni in classe e trasformarlo in una routine quotidiana di accoglienza, anche in inglese.
Maestra alla cattedra accanto a un cartellone delle emozioni in inglese con le colonne happy, calm, worried, angry e sad
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Quest’anno ho deciso di introdurre in classe una nuova routine dedicata alle emozioni, e il cuore di questa routine sarà un cartellone delle emozioni appeso vicino all’ingresso. In questo articolo ti racconto come ho pensato di organizzarla e ti mostro cinque idee diverse per realizzare il cartellone, così puoi scegliere quella che funziona meglio nella tua classe.

Da dove nasce l’idea di una routine sulle emozioni

L’idea nasce dalle mie lezioni di inglese. In classe seconda affronteremo il lessico feelings e mi sono chiesta se questo argomento potesse diventare qualcosa di più di una semplice unità didattica.

Vorrei trasformarlo in un piccolo appuntamento quotidiano, in cui i bambini possano riconoscere, nominare e comunicare come si sentono. Perché parlare di emozioni a scuola significa creare occasioni per ascoltarsi, conoscersi e imparare gradualmente a dare un nome a ciò che si prova.

Come funziona il cartellone delle emozioni

Ogni mattina, entrando in classe, i bambini indicano l’emozione che stanno provando in quel momento. È un gesto che richiede pochissimo tempo — una molletta da spostare, un bastoncino da infilare, un nome da scrivere — che però apre uno spazio che di solito, nella giornata scolastica, difficilmente c’è.

Per la mia classe ho scelto di partire da cinque emozioni:

  • Happy — felice;
  • Calm — tranquillo/a;
  • Sad — triste;
  • Angry — arrabbiato/a;
  • Worried — preoccupato/a.

Cinque, secondo me, sono un buon punto di partenza: abbastanza da coprire quello che i bambini vivono davvero al mattino, poche abbastanza da restare leggibili su un cartellone. Se poi la routine funziona, se ne possono sempre aggiungere.

Un termometro emotivo della classe

Questa routine può diventare anche uno strumento prezioso per noi insegnanti. Il cartellone non sostituisce l’osservazione quotidiana dei bambini, ma offre loro uno spazio esplicito e condiviso per comunicare come si sentono, senza che debbano trovare da soli il momento giusto per dirlo.

Guardando il cartellone nel suo insieme abbiamo una specie di termometro emotivo della classe. Se in una certa giornata molti bambini scelgono worried, possiamo fermarci e chiederci che cosa sta succedendo: può essere il giorno di una verifica, di un’attività nuova, o semplicemente una mattina in cui il gruppo ha bisogno di più tranquillità.

Allo stesso modo, se ci accorgiamo che un bambino sceglie spesso sad o worried, abbiamo un’occasione in più per prestare attenzione e, quando serve, creare uno spazio di ascolto. Il cartellone diventa così uno strumento di osservazione, non una decorazione.

Una routine condivisa da tutto il team docente

Un aspetto a cui tengo particolarmente è che questa non sarà una routine legata soltanto all’inglese. L’idea nasce dalle mie lezioni di lingua, ma il lavoro sulle emozioni riguarda tutta la classe e si inserisce naturalmente nel percorso di educazione civica.

Naturalmente questo dipende molto dagli accordi che si riescono a prendere in team, e non in tutte le scuole è semplice allo stesso modo.

Il cartellone è solo una tappa del rituale del mattino

In realtà il cartellone sarà soltanto una delle tappe della nostra routine mattutina. Come ti ho raccontato nell’articolo dedicato al cartellone dei saluti per l’accoglienza in classe, voglio mantenere il saluto personalizzato alla porta, così da creare fin dall’ingresso un momento di accoglienza e di relazione.

A questo si aggiungerà il momento dell’appello. Quando chiamerò ogni bambino gli rivolgerò qualche domanda semplice in inglese: What’s your name? How old are you? How are you? Sono le normali strutture di routine dell’inglese e, proprio perché vengono ripetute con naturalezza, permettono ai bambini di consolidare la lingua senza trasformare ogni momento in un esercizio.

Spesso utilizzo anche il mio puppet, che rende queste brevi conversazioni più coinvolgenti. E poi c’è un aspetto che per me conta ancora di più: se un bambino risponde che non sta bene, quella domanda semplice può trasformarsi in un momento per fermarsi e ascoltare. Se ti interessa questa parte, ne ho parlato anche nelle 8 buone pratiche per l’accoglienza in classe prima.

Cinque idee per il cartellone delle emozioni

Pensando a questa routine ho chiesto anche alla mia community di condividere le proprie idee, e sono arrivate tantissime proposte. Ne ho rielaborate alcune creando dei render con l’intelligenza artificiale, così da poter vedere concretamente come potrebbero essere realizzate.

Le immagini che vedi qui sotto sono quindi delle simulazioni, non cartelloni già pronti da stampare: servono a farti un’idea del risultato prima di metterti a ritagliare.

Il cartellone con le mollette

Cartellone delle emozioni con cinque colonne colorate e mollette di legno appese sotto le faccine happy, calm, worried, angry e sad
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La versione più semplice: cinque colonne colorate, una per ogni emozione, e sotto ciascuna le mollette con i nomi dei bambini. Al mattino ognuno sposta la propria molletta nella colonna che corrisponde a come si sente.

È la soluzione che richiede meno materiali e meno tempo di preparazione, e secondo me è anche la più facile da mantenere nel tempo — che, per una routine quotidiana, conta parecchio.


Il fiore delle emozioni

Cartellone a forma di fiore con cinque petali colorati, la scritta Today I feel al centro e le mollette agganciate ai bordi
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Un grande fiore con cinque petali, uno per ogni emozione, e al centro la scritta Today I feel…. Anche qui ogni bambino aggancia la propria molletta al petalo corrispondente.

Rispetto alla versione a colonne è più decorativo e riempie bene una parete, ma richiede un po’ più di lavoro di ritaglio.


L’autobus delle emozioni

Cartellone delle emozioni a forma di autobus giallo con cinque finestrini colorati e le fotografie dei bambini attaccate con il velcro
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Un cartellone a forma di autobus con cinque aree dedicate alle diverse emozioni, in cui i bambini attaccano con il velcro un cerchietto con la propria fotografia. L’idea dell’autobus arriva da themagictepee, che ringrazio per lo spunto.

È una soluzione molto visiva e, con le fotografie, diventa particolarmente coinvolgente per i più piccoli: utile soprattutto in prima, quando non tutti riconoscono ancora i nomi scritti.


Il cartellone da compilare

Bambina che scrive il proprio nome con un pennarello cancellabile sul cartellone delle emozioni, nella colonna sad
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Un’altra possibilità è lasciare uno spazio bianco plastificato sotto ogni emozione, dove i bambini scrivono direttamente il proprio nome con un pennarello cancellabile.

È interessante perché rende il bambino ancora più protagonista della routine e non richiede di preparare nessun cartellino. Funziona però solo quando tutti scrivono il proprio nome con una certa autonomia.


I barattoli delle emozioni

Cinque barattoli colorati con le faccine delle emozioni e i bastoncini di legno con i nomi dei bambini
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Cinque barattoli o contenitori, ciascuno associato a un’emozione, e un bastoncino con il nome per ogni bambino. Al mattino ognuno infila il proprio bastoncino nel barattolo corrispondente.

È una modalità concreta e molto manipolativa, con un vantaggio pratico non da poco: i bastoncini si preparano una volta sola e durano tutto l’anno e si possono riutilizzare anche per altre attività, come l’estrazione dei membri dei gruppi di lavoro.


Qualche accortezza prima di realizzarlo

Qualunque versione tu scelga, ci sono un paio di cose di cui tenere conto:

  • appendilo all’altezza dei bambini, altrimenti la routine diventa nostra e non loro;
  • posizionalo vicino all’ingresso;
  • plastifica le parti che si toccano ogni giorno, perché sono quelle che si rovinano prima;
  • in prima, affianca ai nomi una fotografia o un simbolo riconoscibile;
  • lascia che l’emozione si possa cambiare durante la giornata: le emozioni non restano ferme fino alle 16:30.

Un’occasione per lavorare anche sull’inglese

Questa esperienza mi permette di unire due aspetti che per me sono collegati: l’apprendimento dell’inglese e la relazione con i bambini. Parole come happy, calm, sad, angry e worried smettono di essere vocaboli da memorizzare e diventano parole che i bambini usano per parlare di sé.

Ed è proprio quando una lingua serve a comunicare qualcosa di autentico che acquista più significato. Se poi nella tua classe preferisci lavorare sulle emozioni in italiano, il cartellone funziona esattamente allo stesso modo: basta cambiare le etichette.

Non esiste il cartellone delle emozioni perfetto

Queste sono soltanto alcune idee, e la cosa che trovo più bella è proprio poterle adattare alla propria classe. Si può scegliere una soluzione semplicissima oppure realizzare un cartellone più elaborato; si possono usare mollette, bastoncini, fotografie, velcro o semplicemente i nomi scritti dai bambini.

L’importante è che il supporto sia al servizio della routine e non il contrario. Il cartellone è uno strumento: il vero obiettivo è creare uno spazio quotidiano in cui le emozioni abbiano un posto.

E tu quale cartellone sceglieresti?

Hai già un cartellone delle emozioni in classe? Quale di queste cinque idee ti convince di più, oppure hai una soluzione diversa che vorresti condividere?

Scrivimelo nei commenti, raccontandomi anche come l’hai organizzato nella tua classe: sono curiosa di leggere le vostre soluzioni e potrebbero diventare spunti utili per altre colleghe. 💜

Un abbraccio,
Maestra Giulia

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2 Commenti

  1. Valentina Rossi

    Utilissima grazie mille

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  2. Marina Brambilla

    Molto utile, grazie!

    Rispondi

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