Riflessioni sulla nuova valutazione

Oggi è stato il tanto atteso e temuto giorno di consegna delle pagelle.

In classe abbiamo parlato insieme del significato di queste nuove diciture. Abbiamo letto i livelli e li abbiamo commentati. È strano ma i bambini hanno capito subito: “Quindi non dobbiamo più pensare ai numeri!”

Vero! I numeri non c’entrano proprio nulla con i livelli. Come vorrei che lo diceste a tutti quei maestri che fanno le equivalenze tra un otto e un livello intermedio! E alla mamma e al papà, che faticano, per abitudine, a cambiare modo di pensare e si dispiaceranno davanti ad un livello base!

Ma passiamo ad un altro aspetto fondamentale. “Poi, maestra, è proprio come quando si fanno le passeggiate. Se uno non arriva al rifugio la prima volta perché è brutto tempo o perché è stanco, ci riprova di nuovo, magari si deve solo allenare o deve cambiare equipaggiamento!”

I livelli registrati sulla scheda di valutazione non sono da intendersi come un traguardo definitivo. Essi sono, al contrario, una tappa del viaggio, un punto di partenza. Come quando in montagna si arriva ad uno spiazzo panoramico, ci si ferma a prendere fiato, si ammira la strada percorsa e si studia la mappa per pianificare il tratto di strada che manca.

Ecco perché è importante imprimere nella testa e nel cuore questa parola:

IMPEGNO

E un’altra ancora:

RESPONSABILITÀ

Le diciamo spesso nella nostra classe, perché credo fermamente nell’importanza di una valutazione innanzitutto FORMATIVA. Ogni giorno ci diamo molto da fare e i feedback e le conversazioni per migliorarci non mancano mai.

La scheda di valutazione è un passaggio in più, che arriva a casa e mette nero su bianco il livello raggiunto per ogni obiettivo. Se non lo si è fatto prima, è il momento di prenderne atto e attuare le necessarie contromisure.

A che punto sono? Come sto lavorando? Perché? Mi sto impegnando o potrei fare di più? Che cosa potrei migliorare? Quali sono i miei punti di forza? Quali i miei punti deboli?

Ecco che se la leggiamo così la pagella non fa più paura, ma è un po’ come la nostra bussola per puntare verso il raggiungimento di obiettivi sempre più alti. Ma è solo coinvolgendo attivamente l’alunno e la famiglia che la valutazione può avere una funzione PROATTIVA!

Cosa mi serve nello zaino per affrontare questa montagna e spostare più in là la mia bandierina? Ragioniamoci insieme e troviamo per ogni allievo, il sentiero più adatto e gli strumenti giusti!

E voi cosa ne pensate? Come avete presentato ai vostri allievi o ai vostri figli questo delicato passaggio?


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