Sempre più spesso, già nelle liste dei materiali di classe prima, vedo consigliare i quaderni con la riga facilitata azzurra. Io, invece, faccio una scelta diversa.
In questo articolo ti spiego perché non propongo i quaderni facilitati a tutta la classe, come accompagno i bambini a conoscere le righe del quaderno e quando, invece, il quaderno facilitato diventa lo strumento giusto.
📒 Il quaderno non è solo un contenitore
Il quaderno non è solo il posto dove scrivere. Imparare a usarlo è già un apprendimento, e fa parte del percorso dei primi anni di scuola primaria.
Quando un bambino impara a usare il quaderno, impara anche a:
- ✏️ orientarsi nello spazio del foglio;
- 📏 riconoscere le righe;
- ↕️ rispettare gli spazi;
- 🔤 capire dove posizionare le lettere;
- 🗂️ organizzare il proprio lavoro.
Sono tutte competenze che fanno parte del percorso di apprendimento, e si costruiscono un passo alla volta. Se la riga facilitata le dà già pronte a tutti, fin dal primo giorno, rischiamo di saltare proprio questo passaggio.
🧭 E quindi cosa faccio?
Non elimino subito la difficoltà. Accompagno i bambini gradualmente a conoscere il quaderno e a capire dove e come scrivere, con attività mirate, osservazione e piccoli aiuti che possono essere modificati nel tempo.
Per esempio, lavoriamo nello spazio e sulle righe del quaderno, usando il cielo, il prato e la terra. Se vuoi vedere come le presento in classe, trovi tutto nell’articolo Righe di cielo, prato e terra: come presentarle in seconda.
🌈 Il fading: dalla riga colorata alla riga vuota
Il percorso procede per passaggi, e ogni passaggio toglie un pezzetto di aiuto:
- 🖍️ Prima facciamo riconoscere e colorare tutta la riga: il cielo, il prato e la terra.
- ➖ Poi l’aiuto si riduce: si colora solo un trattino iniziale, prima della riga viola.
- 🔵 Poi il trattino diventa un puntino.
- ✨ E infine… l’aiuto scompare.
Questo processo ha un nome: fading. Significa ridurre gradualmente un aiuto, perché il bambino, piano piano, impara e non ne ha più bisogno. È accompagnarlo fino a quando sarà in grado di farlo in autonomia.
E ogni bambino può avere bisogno di tempi diversi. Per alcuni l’aiuto potrebbe non essere più necessario già dopo le prime due pagine. Con un quaderno facilitato, invece, l’aiuto resta lì per tutto il quaderno, anche per chi non ne ha più bisogno.
🙅♀️ Perché non darlo direttamente a tutti?
Imparare a orientarsi sul quaderno è un obiettivo raggiungibile con un buon accompagnamento didattico. Per questo preferisco non partire dallo strumento facilitato per tutta la classe.
Evitiamo di fare i docenti “spazzaneve”, quelli che tolgono ogni ostacolo dalla strada prima che il bambino ci arrivi. Una difficoltà non è necessariamente qualcosa da eliminare subito: è proprio superando le difficoltà alla propria portata che si impara.
💪 Dare fiducia significa lasciare spazio alla prova
Se eliminiamo sempre una difficoltà prima che il bambino possa affrontarla, rischiamo di non dargli l’opportunità di scoprire: “Posso farcela.”
Naturalmente questo non significa lasciare un bambino solo davanti alla difficoltà. Significa dargli la possibilità di mettersi alla prova in un contesto adatto a lui, offrendogli il supporto di cui ha realmente bisogno.
✅ E se il bambino continua ad avere difficoltà?
Se, nonostante il percorso didattico e gli aiuti progressivi, una difficoltà permane, allora il quaderno facilitato può essere una buona scelta. Per chi ne ha bisogno.
Quindi no: non sono contraria ai quaderni facilitati. Sono contraria all’idea di usarli automaticamente per tutti, prima ancora di aver visto come lavora ogni bambino.
🤝 E l’inclusione?
Inclusione non significa dare a tutti lo stesso strumento. I bambini sono diversi: hanno tempi, caratteristiche e bisogni diversi. L’obiettivo è fare in modo che ognuno abbia ciò che gli serve per imparare.
🌱 “Ma se lo diamo a tutti, nessuno si sentirà diverso”
A volte mi viene detto proprio questo. Capisco da dove nasce, ma non dobbiamo cercare di rendere tutti uguali per evitare che qualcuno si senta diverso.
Dobbiamo insegnare ai bambini che essere diversi è normale, e che ognuno ha diritto a ricevere ciò di cui ha bisogno per raggiungere i propri obiettivi.
💜 In pratica, come lavoro
Prima insegno. Poi osservo. Accompagno e offro aiuti graduali. E, quando serve, offro lo strumento a chi ne ha bisogno.
Non tolgo una difficoltà prima di aver dato al bambino la possibilità di affrontarla.
E tu come ti comporti con i quaderni facilitati? Li proponi a tutta la classe oppure li utilizzi quando emergono difficoltà specifiche? Raccontamelo nei commenti: confrontarci sulle pratiche didattiche ci aiuta a riflettere e a migliorare.
Un abbraccio,
Maestra Giulia 💜

























Buongiorno Giulia. La penso assolutamente come te e ho sempre evitato (insegno da più di venti anni). A dire la verità è il primo anno che mi capita un bambino certificato per lieve ipovedenza che sta lavorando con il quaderno facilitato. Di solito non li ho mai usati per nessuno e tutti poi hanno imparato a scrivere nelle righe giuste.